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Effetto “Copycat”

Nell’ambito criminologico spesso vengono presi in considerazione anche alcuni fenomeni sociali.

Tra questi potrebbe rientrarvi il cosiddetto effetto “Copycat” ovvero l’effetto copione. Con quest’ultimo si fa riferimento alla copertura mediatica riguardante notizie di cronaca nera. Rendendo noti gli atti criminali, potrebbero esserci soggetti che tenderanno ad imitarli. Aumenterebbe così la tendenza al Copycat crimes ovvero i crimini per imitazione.

 

Quando è nato il fenomeno del Copycat?

Le origini del fenomeno di Copycat risalgono al 1916. Avvenivano numerosi omicidi ispirati a Jack Lo Squartatore e ciò ha portato i criminologi a rendersi conto che la copertura mediatica da un lato porta chi è già criminale a commettere altri delitti mentre chi non è criminale a commettere reati quando non avrebbe potuto farlo. Purtroppo il fenomeno del Copycat molto spesso anziché mettere in guardia da determinati azioni criminose, esalta e attribuisce momenti di fama e di gloria a soggetti pericolosi, con potenziali disturbi di personalità e/o problemi psichici.

 


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Quali sono le cause principali?

Le persone che emulano crimini già commessi sono, tendenzialmente, soggetti con precedenti penali, problemi psichici o psichiatrici, con background sociali e familiari particolarmente violenti.
L’influenza mediatica fornisce a questi soggetti l’idea di come poter commettere il crimine. Inoltre molti soggetti tendono a replicare l’omicidio o un determinato atto criminale con un impatto più violento. Più si commette un crimine efferato più si suscita tanto influenza mediatica quanto paura nella società.

 

Esistono dei fattori di prevenzione?

I crimini commessi a causa dell’effetto Copycat potrebbero essere prevenuti. Sarebbe necessario che i media utilizzassero un linguaggio accuratamente selezionato dalle forze dell’ordine soprattutto nel momento in cui si divulga la notizia del crimine. Inoltre sarebbe opportuno non divulgare troppe informazioni o dettagli sul reato commesso o nominativi di presunti sospettati. Non si dovrebbero fornire stereotipi o etichettamenti sulla personalità e sul comportamento criminale e sarebbe opportuno non porre enfasi sulle reazioni di familiari e amici delle vittime del reato commesso o, più semplicemente, dell’impatto che il crimine ha avuto sull’opinione pubblica.

 


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Autore

Martina Bonofiglio

Martina Bonofiglio nasce a Cosenza il 9 Settembre del 1995. Ha conseguito il 4 Ottobre del 2017 una laurea triennale in Servizio Sociale presso l'Università della Calabria. La sua propensione per l'ambito penale la spinge a conseguire, nel Giugno del 2020, i titoli di: Mediatore penale, Mediatore penale minorile e Mediatore scolastico. Continua a coltivare e a portare avanti anche la sua passione per la Criminologia studiando e conseguendo il diploma di specializzazione in Criminologia e Scienze Forensi presso Formazione Promethes.

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