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Disturbo da sadismo sessuale

Con il disturbo da sadismo sessuale si intende un disturbo di tipo psichiatrico e parafiliaco a cui è correllata una condizione di sperimentazione di eccitazione sessuale in risposta al dolore estremo, alla sofferenza e/o all’umiliazione altrui. Il disturbo da sadismo sessuale è da distinguere, senza ombra di dubbio, da tutte quelle situazioni in cui l’altra persona si mostra consenziente nel momento in cui viene usato dolore o umiliazione più o meno lievi che provocano eccitazione sessuale.

Pertanto, secondo il Manuale Diagnostico e Statistico (DSM-V) dell’American Psychiatric Association, il disturbo da sadismo sessuale “si riferisce alla ricorrente e intensa eccitazione sessuale dalla sofferenza fisica e psicologica di un’altra persona, come manifestata da fantasie, impulsi o comportamenti”. Tale diagnosi verrà apportata solo nel momento in cui l’individuo ha agito su questi impulsi con una persona non consenziente o se gli impulsi causano un disagio significativo all’individuo.

Da un punto di vista criminologico, per stabilire la presenza di un crimine a sfondo sadico sessuale è necessario che la tortura, la violenza, l’offesa e l’umiliazione vengano inflitte alla vittima per ottenere stimolazione e piacere sessuale. Bisognerà valutare, in seconda analisi, se la sofferenza ha eccitato l’omicida. Inoltre già il sadismo sessuale implica una condizione in cui confluiscono: desiderio di dominio, crudeltà e sessualità. Nello specifico, per quanto concerne il disturbo da sadismo sessuale, il criminologo Lee Mellor ha riconosciuto alcune tipologie di autori di reati di omicidi sessualmente sadici. Ritroviamo:

  • Distruttivo contro preservativo: in questo caso i sadici sessuali distruttivi mutilano i corpi delle loro vittime mentre quest’ultime si trovano ancora in vita. Al contrario, i sadici sessuali “preservativi” no;
  • Prolungato contro breve: nel caso in cui si parli di un sadico sessuale “prolungato”, egli avrà modo di torturare la sua vittima per un’ora o più. Nel caso di un sadico breve, la tortura avverrà in un lasso di tempo relativamente più breve;
  • Elaborato contro semplice: nel caso dei sadici semplici ritroviamo una o due metodi di tortura da loro utilizzati. Nel caso di un sadico considerato “elaborato” ritroviamo i seguenti tipi di tortura: variazione nei metodi di tortura, apparato di tortura complesso, tortura psicologica, creazioni di registrazioni con i quali si fa riferimento, ad esempio, all’utilizzo di appunti o supporti per documentare il processo con cui avviene la tortura.

A questo punto sorge un quesito spontaneo: esiste un trattamento per questi soggetti? Purtroppo la risposta è negativa poiché, ogni tipologia di trattamento, potrebbe risultare inefficace.

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Autore

Martina Bonofiglio

Martina Bonofiglio nasce a Cosenza il 9 Settembre del 1995. Ha conseguito il 4 Ottobre del 2017 una laurea triennale in Servizio Sociale presso l'Università della Calabria. La sua propensione per l'ambito penale la spinge a conseguire, nel Giugno del 2020, i titoli di: Mediatore penale, Mediatore penale minorile e Mediatore scolastico. Continua a coltivare e a portare avanti anche la sua passione per la Criminologia studiando e conseguendo il diploma di specializzazione in Criminologia e Scienze Forensi presso Formazione Promethes.

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