Serial killer: differenza fra organizzati e disorganizzati

La figura del serial killer ha da sempre popolato storie, romanzi, serie tv, film. Ma nella realtà chi è davvero un assassino seriale? Quest’ultimo viene considerato tale quando compie tre o più omicidi di natura compulsiva, dettati da traumi legati alla sfera emotiva e/o sessuale. Molti assassini seriali presentano disfunzioni di fondo poiché nella loro infanzia sono stati bambini abusati e maltrattati sia da un punto di vista fisico che da un punto di vista psicologico. Il serial killer è solito scegliere le sue vittime con determinate caratteristiche di sesso, età e particolari aspetti di esse che lo attirano. Inoltre agisce con un determinato modus operandi che può variare nel corso del tempo.  

Nella stragrande maggioranza dei casi ogni serial killer presenta disturbi di personalità. Un tratto comune è l’incapacità di provare empatia con la sofferenza delle proprie vittime, tratto tipico della psicopatia o della sociopatia. A quest’ultimo può associarsi il sadismo che consiste nel condurre alla tortura le proprie vittime o adoperare tecniche di uccisione che prevedano un supplizio prolungato delle vittime scelte. Un altro aspetto importante ricollegabile ai serial killer è la cosiddetta Triade di MacDonald composta da: piromania, zoosadismo (violenza verso gli animali) ed enuresi notturna.  


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Quando si parla di serial killer inoltre bisogna distinguere fra i serial killer organizzati e i serial killer disorganizzati. 

Serial killer organizzati: Sono assassini che si presentano come molto lucidi, con un’intelligenza fuori dalla media e particolarmente metodici. Inoltre possiedono una vita affettiva e sociale ordinaria ovvero con la presenza di famiglia, amici e, in alcuni casi, amanti. Spesso attirano le proprie vittime creando degli espedienti che possano trarle in inganno mentre altri si affidano alle prostitute, le quali sono più propense a fidarsi e a consegnarsi volontariamente a degli sconosciuti. Appaiono molto controllati e organizzati prima, durante e dopo l’omicidio. Tendenzialmente uccidono la vittima in un posto e la spostano in un altro, avendo cura di lasciare le scene del crimine senza tracce. Infine hanno conoscenze specifiche sui corpi di polizia e le loro tecniche investigate e seguono gli sviluppi dei propri omicidi consultando i mass media.  

Serial killer disorganizzati: Si tratta di assassini che possiedono una vita affettiva e sociale estremamente carente, poiché hanno pochi amici, sono solitari e, in alcuni casi, presentano disturbi mentali. Inoltre non presentano un quoziente intellettivo particolarmente alto, causato da un basso livello culturale. Ciò li rende estremamente disorganizzati. Non pianificano i loro omicidi, per quest’ultimi utilizzano armi fortuite e sono soliti lasciare tracce sulla scena del crimine. Tuttavia hanno capacità di sfuggire temporaneamente alle indagini degli inquirenti. 

Tale distinzione si riflette ed è riscontrabile sulla scena del crimine attraverso gli indicatori che possano aiutare le forze dell’ordine o gli esperti nel settore a ricostruire il profilo psicologico e criminale del soggetto autore di reato. Fra questi indicatori possono rientrare: 

1. L’arma utilizzata: Il serial killer organizzato sarà solito portare sulla scena del crimine l’arma scelta metodicamente e anticipatamente e avrà cura di ripulirla e portarla via ad omicidio commesso. Nel caso del serial killer disorganizzato l’arma sarà fortuita e scelta al momento.  

2. Corrispondenza fra il luogo del delitto e il luogo del ritrovamento del cadavere: Nel caso del serial killer disorganizzato, la vittima non verrà spostata dal luogo del delitto ed è solito lasciare tracce mentre il serial killer organizzato pulirà la scena del crimine, sposterà la vittima e tenderà di coprire e/o depistare le tracce  

3. Presenza di tracce o altri elementi utili all’individuazione del responsabile. 


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Martina Bonofiglio nasce a Cosenza il 9 Settembre del 1995. Ha conseguito il 4 Ottobre del 2017 una laurea triennale in Servizio Sociale presso l'Università della Calabria. La sua propensione per l'ambito penale la spinge a conseguire, nel Giugno del 2020, i titoli di: Mediatore penale, Mediatore penale minorile e Mediatore scolastico. Continua a coltivare e a portare avanti anche la sua passione per la Criminologia studiando e conseguendo il diploma di specializzazione in Criminologia e Scienze Forensi presso Formazione Promethes.

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