Tempo e infobesità

Hai mai sentito parlare di “infobesità”?

L’infobesità è un termine coniato per sintetizzare la sensazione di sovraccarico informativo che sempre più spesso subiamo in un tempo di accelerazione costante e utilizzo smodato delle tecnologie che ci inglobano nel loro bombardamento.

Il tempo si modella alle nostre esigenze e, per quanto pensiamo di esserne schiavi, in realtà non ci rendiamo conto che siamo Noi a dare forma a questa dimensione.

Così, il sovraccarico di informazioni che riceviamo dall’esterno per via dell’uso eccessivo dei mezzi tecnologici, utilizzati per lavoro, ricerche, svago, compere, ci spinge a tentare di memorizzare un numero di informazioni che sono veramente esagerate rispetto alla nostra portata. Il rischio? Finire Spompati!

Un vaso troppo pieno…

L’irrefrenabile tentativo di accumulare informazioni, per lo più inutili alla nostra Vita (ma, anche di questo, siamo inconsapevoli?), ci porta a riempirci. Ma cosa succede ad un vaso troppo pieno?

La risposta è alquanto scontata, il vaso troppo pieno non può che traboccare disperdendo ciò che potrebbe essere utile se conservato in un altro vaso.

Ma la nostra mente, infinita e potente per definizione, ha una portata oltre cui perde di potenza, va in sovra affaticamento ed anziché essere più performante, si stanca, perde di concentrazione e rallenta.

Questione di sopravvivenza

La mente non ha altro modo per difendersi dal sovraccarico perciò si arrende. L’equilibrio psichico è strettamente legato a quello fisico. Immagina di essere al volante di una macchina. Potresti sganciare mai la carrozzeria dal motore? Impossibile, come con il corpo e la mente. Quando queste due parti si sentono sganciate vanno in tilt e così lanciano i primi messaggi di allarme!

Allarme Livello 1: all’inizio potresti avvertire segnali di distrazione: non riuscire, ad esempio, a seguire un discorso mantenendo la concentrazione oltre qualche secondo.

Allarme Livello 2: potresti avere difficoltà di memorizzare cose semplici o perderti in una strada conosciuta, o avere difficoltà a capire dove hai parcheggiato (vuoti di memoria più intensi rispetto alla distrazione).

Blackout! Qui le cose si fanno più complesse: stato confusionale, difficoltà a portare a termine compiti semplici come scrivere una lettera, cucinare. Avvertire un senso di nervosismo oltre il limite, insonnia o sonno non riposato!

Come posso sopravvivere all’infobesità?

Ci sono azioni che fungono da “118” e che possono aiutare a scaricare ciò che risulta oltre il limite di sopportazione: un’ora in palestra, una passeggiata, una pizza con gli amici (ora che è possibile riprendere abitudini scontate fino a due annoi fa)! Questo basta per depressurizzare, ma se l’energia continua ad essere troppa bisogna strutturare delle azioni a medio-lungo termine.

I comportamenti che diventano abitudini

Ci sono molte abitudini che si sono strutturate senza che non ce ne rendessimo conto! E’ successo automaticamente. Fino ad un certo punto ha funzionato ma nel momento in cui ci sentiamo “esplodere” bisogna agire.

Come? Ricorda che la mente ha bisogno di ordine; organizzare il proprio tempo ed i propri spazi può diventare rivoluzionario e finalmente ridistribuire la tua energia con criterio, vivendo le tue esperienze in modo più consapevole!

Appuntare su un blocco note la tua giornata classica, sarà il primo passo verso la consapevolezza. Questo ti aiuterà a capire i punti di forza e di debolezza per cominciare il tuo viaggio di rinascita. Riparti da te!

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