Vietato delegare!

Ti è capitato di delegare?

Per chi viaggia sempre a trecento all’ora, iperdinamici, multi tasking, delegare è un verbo assolutamente vietato nel proprio vocabolario sia a lavoro che nella quotidianità!  Impensabile, inaccettabile, quasi un’offesa. Il pensiero di poter consegnare un compito ad un’altra persona risulta perfino faticoso.

Ma qual è il motivo?

La paura che gli altri controllino “il nostro mondo”

Le persone cosiddette “faccio io, che faccio presto e meglio” sono quelle che vanno in avanscoperta, pronte a caricarsi di onori ed oneri. Si prendono la responsabilità di ciò che può accadere avanzando senza sosta e spesso si accusano di ciò che non hanno fatto come volevano.

In genere queste persone riescono a trovare il proprio ruolo proprio grazie ad altre che “le lasciano fare”. Un po’ più “passive”, si accomodano alleggerite dal peso di dover scegliere. In questo gioco a tratti perverso, in questo tira-molla, molte coppie vivono una vita accusandosi a vicenda eppure creando un equilibrio perfetto.

La scelta: delegare come arte del condividere

Cosa cucino, che tipo di spesa faccio oggi, quale mail invio, che strada prendo, dove andiamo in vacanza? A quante domande deve dare risposta una persona che ha deciso di fare senza delegare? E quanta stanchezza accumula a fine giornata? L’energia che la mente consuma nel dover stare attenta a mettersi in gioco è veramente tanta. Chi non delega ha spesso una carica di adrenalina alta proprio perché non si concede il tempo del riposo. Difficilmente si comprende che poter delegare è un dono che si concede a se stessi e agli altri che possono finalmente sentirsi utili.

Dante avrebbe dovuto creare un girone apposito!

Il rischio di chi non delega è quello di infilarsi in un “auto trappola” dove manca l’aria: una ruota per criceti, dove sembra non esserci altra scelta che agire facendo. La delega sembra un luogo pericoloso ed oscuro che potrebbe creare molti più danni che giovamenti. Per contro, si potrebbe avvertire frustrazione ed “invidia” rispetto a chi prende la vita con “leggerezza”.

Ti fa paura il tempo “vuoto”?

Per rispondere è utile riflettere insieme su questi 3 punti:

1)   Se io delego cosa faccio del tempo che ho a disposizione?

2)   Merito di avere del tempo per me?

3)   Mi sento in grado di prendermi cura del tempo per trasformarlo da stress in ricchezza, in dono per me stress*

Può sembrare strano ma ci sono molte persone incapaci di far fruttare il tempo in un modo diverso dal solito. Pensano di annoiarsi o che non saprebbero cosa fare.

Altri avvertono paura nel lasciare andare alcuni compiti e non si tratta (solo) di sfiducia.

Dietro al volersi sentire utili c’è perciò molto di più profondo. E’ sempre bene non fermarsi mai alla prima impressione, perché ogni comportamento è il risultato di esperienze vissute che hanno più o meno segnato il proprio presente.

La cosa meravigliosa è che l’essere umano ha una straordinaria capacità di cambiare, anche a favore del proprio benessere. E, allora, prova a farti risuonare questa domanda: Riparto da Me ? (!)

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